martedì 6 gennaio 2009

La gioia dell’amore

No, non è poi tanto bello (anche se il suo sorriso e quel naso greco mi aprono al Paradiso), non è ricco, né tantomeno di buona famiglia, non è affascinante e viaggia su una Ford scassata del '92. Non facciamo sesso e non ci vediamo spesso oramai…ma quando ci incontriamo, oh si, si si! Quando ci incontriamo è come se Dio mi confermasse di essere la sua figlia prediletta e che tutto è perfetto e meraviglioso in me.
Poverino, non è colpa sua, non lo fa apposta. Non è che vuole essere adulatore o compiacere a tutti i costi, non è che mi ama segretamente o cose del genere… è che lui non sa fare altro che amare gli altri. E’ la sua dannazione. A proposito non è neppure un prete (di lui parlerò un’altra volta) è un ragazzo normale, forse con un leggero retrogusto di malinconia.
Gli sono stati donati degli occhi magici che mostrano l’altro per quello che è, sempre e comunque, e lui vede, sempre e comunque, la nostra anima, la parte più delicata e fragile, quella parte, appunto, che ci rende unicamente belli, meravigliosi e amabili.
Quando siamo insieme le parole scivolano come su di un fiume, si respira aria pulita e profumata ed è impossibile elaborare schemi di comportamento, maschere e illusioni: sei quello che sei e vieni inondato da una leggera doccia di te stessa, bella e basta!
Puoi dirgli anche le cose più terribili e disgustose, puoi raccontargli del tuo odio e della tua rabbia, delle tue meschinerie e dei tuoi giochi di manipolazione, ma alla fine lui ti sorride e dice: come farei senza di te… ed il veleno si trasforma in miele.
Niente è impossibile, né troppo assurdo, né inappropriato per PU, perché tu sei la sua meraviglia!

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